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Theatrical Mass

Coincidenze teatrali organizzate a Milano

feb
9

IL GUARDIANO

 

Teatro Out Off, progetto NEXT 2009 – Regione Lombardia
DI Harold Pinter
TRADUZIONE Alessandra Serra
REGIA Lorenzo Loris
CON Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi
SCENA Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini
PROGETTO visivo Dimitris Statiris
LUCI Luca Siola, fonica e video Fabio Cinicola

 

La didascalia iniziale annuncia che la pièce si svolge, come in altri testi di Pinter, in una “stanza”. Ora però è affastellata di reperti e residui di tante esistenze: un letto di ferro, vasi, barattoli di vernice, una scala, un lavandino, un secchio di carbone,
una falciatrice, un caminetto, una statuetta di Buddha, due valigie, un tappeto arrotolato, una fiamma ossidrica, mucchi di giornali e un vecchio aspirapolvere. Fra tanta rigatteria, dal soffitto pende a sigillo un secchio. In questo curioso ambiente assistiamo all’arrivo di un giovanotto, Aston, e di un barbone, Davies, incontrato dal giovane nel pub dove il clochard aveva trovato un lavoro, e dal quale è stato cacciato senza neanche poter riprendere la borsa con i propri effetti. In questo luogo sinistro che non suggerisce altro che un mondo senza più ordine e armonia, Davies viene assunto da Aston a fare il guardiano. Per questo, ma non solo per questo, l’ambiente si presenta inquietante e minaccioso.
La mite disponibilità dell’ uno si specchia nella sottomissione dell’altro. Eppure entrambi possono contraddirsi nel proprio ruolo. Aston è in balìa di una maniacale pratica del fai da tè. Nella litania degli affronti e delle persecuzioni subite, Davies non riesce a celare il violento rancore verso chi lo ha maltrattato, o il fiero razzismo contro i “negri” dell’appartamento e del negozio a fianco. Finché, rimasto solo nella stanza, Davies non viene sorpreso da Mick (fratello di Aston), che gli grida: «A che gioco giochiamo?». Da questo punto in poi, il gioco a tre avrà regole brutali, e non conoscerà limiti di campo.
Tanto violento sarà il gioco fra i tre, da spostare l’asse delle alleanze perfino all’interno del rapporto familiare. Davies infatti si offrirà di collaborare con Mick, contro il fratello Aston.
Ma nonostante la rivalità e la competizione rendano i mondi dei due fratelli specularmene opposti essi saranno pronti a confluire in una chiusura verso il resto del mondo rappresentato dal diverso Davies.
Allora, Aston e Mick, riusciranno a raggiungere un accordo il cui equilibrio improvviso pare dettato più da un’inconscia omertà che dalla ragione o dall’ interesse. Tanto è vero che a scacciare Davies dalla stanza in eterna attesa di riordino, non sarà l’estroverso e arrogante Mick, ma il fratello che sembrava più sensibile.
Aston dirà a Davies, che si ingegna in tutti i modi di restare, che non lo vuole più.

 

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